È un dialogo tra architettura e danza in cui l’approccio alle arti è funzionale all’indagine sulle relazione che un corpo vivo o architettonico costruisce con i diversi sistemi (formali, funzionali etc.) e il suo processo di strutturazione dello spazio. L’architettura è un'opera esistente nel mondo che si esprime con la sua stessa presenza e che agisce modificando lo stato di cose che si attuano all'interno o intorno ad essa. Allo stesso modo un corpo con le sue energie genera movimenti, relazioni e quindi la percezione dello spazio. L’esplorazione dell’essere nello spazio è il soggetto della ricerca. La lettura dell’elemento architettonico e del suo dialogare con la città è fonte di suggestioni funzionali alla generazione del movimento del corpo e alla creazione di una coreografia che indaghi le regole determinate dall’uso di uno spazio architettonico/urbano per suggerire modi alternativi di abitarlo. Il progetto si è concretizzato in una residenza aperta di 10 giorni attuata da 3 performer, Silvia Manoni, Clementina Verrocchio e Stefania Zepponi, negli spazi esterni de La Mole.

I performer, affiancati dall'architetto Anna Paola Quargentan, e nutriti dagli interventi dell’ingegnere Marta Magagnini docente presso l’Università degli Studi di Camerino e di Tommaso Sorichetti Service Designer e User Experience Designer, interventi che sono stati anch’essi lasciati aperti alla fruizione del pubblico, hanno attuato un percorso di creazione, ogni giorno aperto alla visione delle persone che per volontà o per casualità erano presenti, e che potevano intervenire con suggerimenti, offerta di oggetti o di gesti, cose che hanno arricchito o fatto deviare il percorso creativo intrapreso. Riprese e editing video Zaccaria Verrocchio Il pubblico ha avuto così l'opportunità di entrare nel pensiero che sottende alla metodologia di approccio alla creazione e che riguarda l ’interpretazione dello spazio, le problematiche relative alla visione, la qualità del movimento corporeo. L’artista Roberta Conti ha seguito l ’intero percorso fissandolo in tavole che ne hanno restituito il senso e che sono state lasciate a disposizione della visione. La musicista Marta Senesi ha fornito la presenza della sua musica nella parte iniziale, Alessandro Cintioli, chitarrista dei Contradamerla, ha suggerito il suono che accompagna la parte finale, Rosella Simonari, storica della danza, ha dato una restituzione del lavoro all’interno del suo blog storiadelladanza.blogspot.com

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