Inadeguatezza: insufficienza, scarsità, carenza, manchevolezza, sproporzione, inidoneità.

Sentimento esistenziale che delle volte non riusciamo a scrollare di dosso, a gettare fuori da noi. In prima persona, in alcune situazioni, mi sono sentita inadeguata, non all’altezza e pensavo che gli altri fossero lì pronti ad additarmi, ad etichettarmi. Poi, maturando ho cominciato a scardinare questa convinzione che irrompeva nella mia testa senza mai fermarsi, come se in qualsiasi momento potessi soffermarmi a pensarci, senza lasciarmi via d’uscita. Mi resi conto che la principale causa era l’instabilità, sia mentale sia fisica. Mentale perché durante il periodo dell’adolescenza siamo tutti più fragili, perciò soggetti ad emozioni contrastanti dovute alle nuove esperienze che si stanno affrontando, come gli amori, le amicizie, il cambiamento di scuola dalle medie alle superiori e tanto altro. E un’instabilità fisica, vedi il tuo corpo crescere così, senza neanche accorgertene, da un giorno all’altro.
Essendo poco sicuri di noi stessi, si fatica a trovare una base vitale solida perché ancora non abbiamo conosciuto tutte le sfaccettature del mondo e non abbiamo imboccato la strada giusta. Prima o poi però arriverà la luce anche in questo periodo, non si sa quando, ma si arriverà ad un punto di svolta che determinerà finalmente la fine di questa inadeguatezza, basta solo avere pazienza e credere un minimo, anche nei momenti più difficili, in noi stessi.

Ci sono dei momenti che sembrano durare un’eternità, momenti di solitudine e sconforto che, nonostante uno provi ad evitare, arrivano; inesorabilmente. Io credo che tutti abbiano un modo per combattere e rialzarsi. Personalmente non credo ci sia un limite al dolore che qualcuno può provare in questa vita, nessuno è esonerato dallo stare male purtroppo, ciò che più volte mi ha tenuto a galla, nonostante abbia 17 anni e non abbia provato sulla pelle tantissime sensazioni, sono state le parole ed i gesti di chi mi vuole bene. Riconosco che non tutti abbiano amici disposti a capire a fondo tutte le situazioni in cui state passando e mi rivolgo ai miei coetanei scrivendo questo: trovate un’ancora, trovate qualcosa che vi tenga con i piedi saldi al terreno, qualunque cosa. Gabriele Clima ci ha detto che secondo lui la cosa bella dei ragazzi è il loro mutevole punto di vista eppure secondo me, a volte, è una delle nostre caratteristiche peggiori. Non fatevi scoraggiare da nessuna avversità, non lasciate che qualcuno sia autore delle vostre parole al posto vostro, vivete e amate come se non lo aveste mai fatto giorno per giorno.

A volte ci sembra più semplice staccare. Eliminare completamente ogni traccia di quel dolore così forte, distruttivo. A volte ci sembra più conveniente fare basta e ragionare egoisticamente. Eppure facciamo parte di un’immensa realtà che mai potrà funzionare senza la nostra presenza, senza il nostro piccolo ma fondamentale contributo. Nonna mi disse, un giorno: “Le cose brutte, Dio, le manda a chi è capace di superarle e di farne un punto di forza”. Io ci credo, o almeno spero sia così. Indubbiamente ogni ostacolo, scalino più alto ti fortifica ma, piena di paura, spesso mi sono trovata a chiedermi “Perché”.
Noi ragazzi siamo fragili, piccoli, vulnerabili; siamo malleabili, facilmente influenzabili ma coscienti, di quello che abbiamo intorno, di quello che accade, di ciò che ci spaventa e vi spaventa.
Per questo, vi prego: ascoltateci, chiedete, insistete, osservate, ragionate, indagate. Cercate di arrivare all’osso delle situazioni scomode, delle possibili motivazioni di una sconfitta. Saremo sempre disposti, sebbene non sempre sembri così, a condividere con voi ogni più piccola briciola della nostra intimità.
Sarete sempre parte di noi.


Alice, Matteo e Elena