Inquadrature è uno luogo virtuale curato dallo staff dei Musei civici dedicato all’incontro con gli artisti, alle loro storie e alla loro professione. Il suo obbiettivo? Aprire un dialogo sull’arte contemporanea nello spazio circoscritto dello schermo.
L’arte urbana è orami un fenomeno artistico che si sta avvicinando sempre più a una dimensione istituzionale, entrando anche nelle gallerie e nei musei. Questa è una delle sue molteplici mutazioni, quella più inaspettata se si pensa alle forme originarie con cui ha iniziato a manifestarsi, e ha suscitato interesse negli specialisti del settore e nel pubblico, scatenando reazioni discordanti. In questa intervista Giulio Vesprini affronta alcuni aspetti legati all’evoluzione dell’arte urbana, partendo dalla terminologia per arrivare alle nuove tendenze della disciplina.

Grafico e artista indipendente, Giulio Vesprini coniuga la formazione accademica in architettura con una personale ricerca sulla forma. Una contaminazione che si riversa nelle numerose opere realizzate in Italia e all'estero, le ultime eseguite in negli Stati Uniti e in Francia. Cura dal 2009 il progetto Vedo a Colori, che attraverso la Street Art ha trasformato il porto Civitanova Marche in un museo a cielo aperto. Parallelamente lavora nella progettazione e nella comunicazione visiva per aziende, eventi culturali e istituzioni pubbliche. Le sue opere si concentrano sulla trasposizione a progetto di un sistema a sé stante, di un immaginario minimale e astratto. Le diverse serie intitolate Archigrafie, Strutture e Cerchi indagano l’accordo omogeneo tra le forme geometriche, i pattern, il tratteggio, la macchia, dove si insinuano elementi del mondo vegetale.
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