Al termine della crisi si tornerà al punto di partenza? – Giorgia Sestilli

Al termine della crisi si tornerà al punto di partenza? – Giorgia Sestilli

Il punto di vista delle biblioteche nella riflessione della Biblioteca di Casa delle Culture

In questi giorni di clausura, la maggior parte di noi è costretta a confrontarsi con una nuova mole di tempo libero, a rivalutare quelle attività da tempo accantonate. La lettura è una di queste: legata all’introspezione, alla solitudine, alla concentrazione, è un atto fortemente ostacolato dal nostro tempo e dal mondo dell’intrattenimento che incentiva tutto ciò che è veloce, di rapido consumo ed estroverso.
Proprio ora, durante la riscoperta di questa temporalità a rilento, è dovere delle biblioteche promuovere la lettura e farlo attraverso i nuovi mezzi a disposizione, sfruttandoli al meglio, adattandosi e abbandonando le resistenze. Ciò è fondamentale in una prospettiva che vede i mutamenti avveratesi in questo periodo diventare, presumibilmente, permanenti.

C’è stato un cambio radicale in brevissimo tempo: come nota Harari, uno dei più grandi storici viventi nella sua intervista rilasciata al notiziario britannico Channel 4 news: la storia è accelerata, i processi che impiegavano anni se non decenni, ora richiedono solo pochi giorni. Basta prendere l’ambito universitario: sono anni che ricorre la proposta di spostare online alcuni corsi, ora nel giro di una settimana tutti i corsi sono su internet.
Al termine della crisi si tornerà al punto di partenza? I cambiamenti comportati da questo periodo di emergenza scompariranno con la fine della quarantena o, al contrario, rimarranno?
È plausibile pensare che la nostra realtà si adatterà al cambiamento e tanti rapporti e meccaniche si evolveranno.

FOTO CORPO TESTO _ ph_crdit_Roberto Frey

ph credits: Roberto Frey

Le biblioteche dovranno adattarsi a questa evoluzione e adottare un’ottica differente. Mlol (Media Library Online), la prima rete italiana di biblioteche per il prestito digitale con oltre 6.000 biblioteche aderenti in 20 regioni italiane e 10 paesi stranieri, si muove da anni in questa direzione, formando e sensibilizzando le realtà bibliotecarie all’importanza della digitalizzazione delle risorse.
Quello della Biblioteca di Casa delle Culture è un piccolo passo verso questa prospettiva, rendendo disponibile online quello che consideriamo il nucleo delle nostre risorse: il Fondo Marinelli, che accoglie al suo interno opere legate alle radici della cultura anconetana (come la produzione dei poeti vernacolari Duilio Scandali e Palermo Giangiacomi), sempre disponibile in biblioteca ma a consultazione interna data la fragilità dei documenti.
Carlo Marinelli, grande collezionista e amante della poesia dialettale ha permesso, tramite la sua donazione, che l’enorme mole di materiale accuratamente archiviato venisse condiviso con la collettività tramite la biblioteca, che come scopo deontologico ha appunto quello di poter dare accesso a chiunque alle risorse culturali.

È entusiasmante da parte nostra convertire ciò che è estremamente fragile e di difficile reperibilità in un formato fruibile con un click ma che non elimini in toto la magia dello sfogliare e del notare le piccole imperfezioni e macchie del tempo della pagina. Di fatto usiamo come piattaforma Internet Archive, una biblioteca digitale no-profit con l’intento di consentire un accesso universale alla conoscenza, che permette la conversione delle nostri friabili opere dei primi anni del Novecento in comodi flipbook, libri sfogliabili online, con libertà di ingrandimento e di risoluzione. Quindi ciò che proponiamo non è un semplice file o riscrittura, ma un modo per rivivere la potenza del concreto, del materiale, attraverso la tecnologia.

Non è più il momento di dividersi tra apocalittici e integrati, citando l’echiana opposizione ormai proverbiale: tra chi rifiuta la tecnologie e le sue derive intrusive e chi ne asseconda ogni novità con ingenuo entusiasmo. Ora è necessario partecipare a questo processo di conversione del quale si avverte l’ineluttabilità e la necessità.
La vera divisione problematica, che già si sta mostrando e che sarà sempre più profonda con il passare del tempo e con il consolidarsi di questo cambiamento, è determinata dal gap di accessibilità al mondo online: la popolazione si divide tra chi ha accesso a Internet, ai database e quindi alla cultura, e chi no, come gli anziani e le persone senza mezzi. Quanti anziani anconetani avrebbero desiderato sfogliare le pagine dei nostri poeti vernacolari?
Noi continueremo a essere presenti per coloro che non hanno possibilità di adeguarsi al cambiamento, la biblioteca prosegue nella sua opera di conservazione e promozione, ma la nostra speranza per il futuro non è un ritorno a una improbabile “prima” ma la possibilità per tutti di accedere alla bellezza, alla cultura, all’arte del mondo online.

www.casacultureancona.it/libri-digitalizzati

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