Corpo Vivo | Progetto Presente

Corpo Vivo | Progetto Presente

Sin dal nome, abbiamo sempre pensato alla Mole come “massa“, il peso del “quanto” della materia. Per anni la Mole è stata legata a questa sua imponente fisicità che però le ha conferito primariamente un ruolo quasi automatico di grande contenitore, scatola di altre cose, spazio libero per altro. Paradossalmente, il suo corpo – indissolubilmente implicato nel nome e nella funzione originaria di “deposito temporaneo di corpi sospesi” – è stato traslato in spazio e tradotto in disponibilità dimensionale

Attraversando tutti i tempi, la Mole è sempre stata tanto di “altro“, pur continuando comunque sempre a essere ““, in ogni passaggio della sua storia, lasciando magari l’incombenza del proprio sè più indietro rispetto all’urgenza del proprio uso, tenendo l’identità in arretrato, ospitando senza mettersi “a posto”, prima di farsi ancora e ulteriormente più accogliente. Negli anni si è progressivamente trasformata e si è vista riconoscere un ruolo di riferimento nel panorama espositivo e performativo e poi della formazione e produzione culturale. 

Poi quest’anno all’improvviso si è dovuta chiudere per oltre 2 mesi, riuscendo però nella volontà di non negarsi – quindi ancora una questione di faccia e corpo – e sopperendo alla mancanza di possibilità espressive con l’attivazione di una piattaforma digitale – un altro spazio quindi – che si è conformata sullo stesso atteggiamento di accoglienza e ospitalità degli spazi fisici. 

Proprio per questa bivalenza di corpo e spazio, la sua riapertura non è stata solo del luogo fisico, ma la Mole ha riaperto la propria identità, e svelato nuovamente la marcata personalità del proprio corpo sia come spazio che come soggetto e sistema culturale. La Mole si offre nuovamente come luogo di socialità morbida e rassicurante, confortata da spazi ampi e di ristoro come tutte le altre piazze; come luogo di rappresentazione, attrezzata con una platea misurata per la messa in scena di spettacoli di taglio intimista e confidenziale con il suo carisma architettonico; come luogo di esposizione, riattivando la tradizione delle mostre d’autore; come luogo di produzione, rendendo disponibili elementi utili a narrazioni estemporanee del contemporaneo. 

La Mole riporta consapevolmente in questo presente l’attenzione al tema della corporeità e alla politica dei corpi, esponendo direttamente il proprio corpo sia alle nuove esigenze dell’attualità sia alle prospettive di una traiettoria socio-culturale; nel momento in cui il corpo fisico delle persone si pone come elementare unità minima di infrastruttura ambientale e assume maggiormente la vocazione di spazio deputato alla difesa del potere dell’esistenza, la Mole rafforza l’interpretazione e l’uso dei propri spazi e della propria organizzazione infrastrutturale come vero e proprio corpo vivo di relazione e interazione

[ a.m. 2020_06_21

bulletin

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