[INTERVISTA] Mostra Toccare La Bellezza – Andrea Sòcrati, Responsabile dei Progetti Speciali del Museo Omero

[INTERVISTA] Mostra Toccare La Bellezza – Andrea Sòcrati, Responsabile dei Progetti Speciali del Museo Omero

Dal 10 novembre 2019 all’8 marzo 2020, presso la Sala Vanvitelli de La Mole di Ancona, si tiene la mostra Toccare la Bellezza Maria Montessori Bruno Munari. L’esposizione è promossa e organizzata dal Museo Tattile Statale Omero e dal Comune di Ancona, in collaborazione con la Fondazione Chiaravalle Montessori e l’Associazione Bruno Munari; e in questo ciclo di interviste incontreremo alcune tra le figure più importanti che hanno reso tutto questo possibile.

Andrea Sòcrati ha partecipato, in qualità di componente del Comitato scientifico, alla nascita delle mostra. Da anni collabora con il Museo Tattile Statale Omero e si occupa in modo specifico della didattica inclusiva, l’accessibilità e la formazione. Quindi la domanda sorge spontanea:
come è nata l’idea di questa iniziativa?

L’idea di questa iniziativa nasce per dare concretezza e forza a quello che è un vero e proprio messaggio del Museo Omero. Messaggio che affonda la sua forza e le sue radici in un’attività di ricerca. Il Museo Omero non è un museo per non vedenti, è un museo per tutti, ma essendo un museo tattile i non vedenti hanno la possibilità di conoscere l’opera d’arte, sia scultorea sia architettonica, grazie soprattutto alla presenza di modelli in scala. In tutti questi anni, ci siamo resi conto che il tatto, veicolo principale dei non vedenti per la conoscenza del mondo, può portare in generale informazioni ed emozioni anche alle persone che vedono. Questo è il quid: riscoprire il senso del tatto e come questo senso, integrato alla vista, può portare un notevole beneficio in termini di conoscenza e in termini di esperienza estetica. Ovvero l’approccio con l’opera d’arte che diventa sensoriale si scopre maggiormente intimo grazie alla tattilità, che ha la capacità di abbattere le distanze e di far subentrare nuove emozioni.

Toccare la bellezza è una mostra unica nel suo genere perché offre l’opportunità di sviluppare un’ampia e complessa riflessione sul valore estetico della tattilità. Per fare questo coinvolge il pensiero e i materiali di Maria Montessori e le idee e i lavori originali di Bruno Munari. Due figure apparentemente molto distanti ma che in questa mostra si incontrano per sostenere una narrazione comune.
Quali sono i punti di tangenza? 

L’inclusività è anche scoprire la via tattile alla bellezza. Per rafforzare questo concetto abbiamo pensato di chiamare in causa due personaggi illustri della cultura del ‘900. Entrambi, a modo loro, hanno fatto della tattilità un argomento centrale del loro operato, pur essendo figure diverse. Maria Montessori, una dottoressa, una scienziata, che si è prestata alla pedagogia spinta dalla passione verso questo argomento. Nella sua attività di ricerca ha sviluppato un metodo pedagogico, nato dai suoi studi e interessi alla base del quale c’è un discorso di educazione sensoriale che riguarda l’aspetto del tatto; quello che più ci è interessato trasferire, non è tanto il livello pedagogico, ma le qualità estetiche dell’attività montessoriana. L’altro personaggio è prettamente un artista, nel suo percorso ha frequentato anche figure come quella di Filippo Tommaso Marinetti, facendo esperienza di iniziative artistiche come le tavole tattili. La contaminazione data da queste esperienze lo hanno coinvolto in un’attenzione alla sensorialità tanto da sviluppare, nel suo percorso artistico, una propria visione della sensorialità. 

Legare queste due figure ci è sembrata un’esperienza sicuramente ardua, ma anche il modo migliore per dare seguito alla loro attività di sensibilizzazione e divulgazione dei valori della tattilità rispetto ai valori dell’esperienza estetica.


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Qual è stato il suo ruolo nel comitato scientifico nell’ambito dell’organizzazione?

Il mio ruolo nel comitato tecnico scientifico, che ha avuto onore e onere di costruire la mostra, è stato al pari degli altri membri che insieme si sono impegnati per cercare le migliori situazioni organizzative, per fare in modo che questa esperienza trovasse la migliore luce possibile. Ci siamo impegnati in un grande lavoro di studio e di sintesi, sul quale è stato costruito questo percorso. Come docente di sostegno, avendo a che fare con il tema disabilità in maniera quotidiana, e avendo una formazione artistica, penso di aver contribuito a cogliere alcuni aspetti che magari persone con una formazione diversa e percorsi diversi non avrebbero colto al primo sguardo.

Organizzare una mostra come Toccare la bellezza, resa possibile dal dialogo tra tre istituzioni importanti come la Fondazione Chiaravalle Montessori, l’Associazione Bruno Munari e il Museo Tattile Statale Omero deve essere un obiettivo molto sfidante.
Come è stato possibile creare tutto questo immaginario? 

La mostra nasce da un percorso condiviso e partecipato dal comitato tecnico: abbiamo effettuato molte riunioni attraverso call, anche grazie alla tecnologia che ce lo ha permesso, e durante i confronti si sono dibattuti temi e problemi per affrontarli nella maniera migliore e soprattutto per affrontarli insieme, abbracciando la visione di tutti.


Iscriviti ai laboratori organizzati da Associazione Bruno Munari e Fondazione Chiaravalle Montessori

Il Museo Tattile Statale Omero, portavoce dell’iniziativa, da tanti anni promuove la crescita e l’integrazione culturale dei minorati della vista. Lo fa cercando sempre più di diffondere tra di essi la conoscenza della realtà. La mostra Toccare la bellezza, però, è aperta a tutti e chiunque può anche partecipare attivamente ai laboratori e agli incontri:

Perché è importante fare esperienza della tattilità?

Nello stile e nei compiti del Museo Omero, tutte le azioni promosse sono di tipo inclusivo, e questo significa che chiunque può partecipare agli eventi che il Museo Omero propone. Anche Toccare la bellezza è una mostra per tutti, e chiunque, in base alle proprie caratteristiche, può cogliere l’essenza della mostra e fare un’esperienza significativa. Forse, paradossalmente, è rivolta più a chi vede che a chi non vede. Perchè vogliamo davvero ribadire questo messaggio di riscoperta del tatto e dargli questa dignità che contribuisce a un discorso di fruizione dell’arte e  di esperienza estetica. Le neuroscienze dimostrano scientificamente che alla base dell’apprendimento la mano e il gesto costituiscono la base motoria per apprendere e mettersi in dialogo con la realtà e con il mondo. 

La mostra è stata pensata come un percorso, una strada percorsa dai due protagonisti. Questa strada è scandita da delle zone, che potremmo definire aree, che rappresentano i temi scelti per sviscerare la tematica della mostra. Dopo la nostra ricerca, abbiamo selezionato 5 temi legati tutti al senso del tatto, e mi piace raccontarli in ordine di apparizione all’interno di questo immaginario e di questa strada: le forme, i materiali, la pelle delle cose (quindi le texture), manipolare e costruire, e la quinta e ultima corrisponde agli alfabeti e alle narrazioni tattili. C’è un progredire nei temi, da una parte esclusivamente fisica materiale, fino ad arrivare a un discorso di interazione consapevole e poi all’aspetto concettuale della narrazione e del linguaggio. Su ognuno di questi temi sono stati realizzati dei supporti molto particolari da Fornasari, ossia dei tavoli colorati che prendono forma ispirandosi alle opere di Munari e Montessori, sopra ai quali sono collocati degli oggetti a rappresentazione dei temi della mostra.

Oltre alle 5 stazioni tematiche che scandiscono il percorso, ci sono altre aree che potremmo definire stanze interattive dove il pubblico può prendere consapevolezza di alcune questioni o interagire letteralmente con gli spazi. E poi gli approfondimenti: uno all’inizio, che riguarda gli stimoli culturali che hanno sollecitato i due protagonisti (il Futurismo e la Bauhaus per Munari, la scuola francese per Montessori) fino all’eredità che sono stati in grado di lasciarci: le metodologie laboratoriali di Munari e la sua influenza sugli artisti contemporanei, da una parte, la metodologia montessoriana che oggi è stata validata dalle neuroscienze, dall’altra, e tanto altro ancora.

Infine abbiamo alcune stanze esperienziali in cui abbiamo voluto ricostruire uno spazio montessoriano, in cui i bambini possono sperimentare e giocare e trascorrere del tempo in maniera divertente e produttiva; il bosco tattile ispirato ai Munari, creato da tanti fili che pendono dal soffitto e ricchi di materiali: uno spazio che si può attraversare e modificare attraverso un processo interattivo; l’esperienza al buio, per chi volesse tentare la scoperta dell’oggetto artistico privandosi per un attimo dell’uso della vista, immergendosi totalmente nel buio e attivando la sensorialità tattile. E poi il labirinto che chiude il percorso, anche in maniera simbolica, accompagnando le persone all’uscita della mostra. Questo labirinto ci invita a non seguire sempre la stessa strada ma anche a prendere strade alternative, a uscire dagli schermi conosciuti  e a vedere nella diversità il vero motore del cambiamento e della crescita.

Toccare la bellezza è iniziata da qualche settimana e noi siamo curiosissimi di scoprire come sta andando:
qual è stata la risposta del pubblico? Ha avuto modo di ricevere feedback dai partecipanti?

Siamo molto contenti degli sforzi fatti perché hanno trovato il riconoscimento più importante, ossia quello delle persone che hanno visitato la mostra. In primis il comitato, che è rimasto soddisfatto della concretizzazione di tutte le idee che sono venute fuori in questi mesi di preparazione. Il Presidente della Repubblica ha inviato una medaglia di rappresentanza per celebrare la bontà della mostra. Ma ribadisco che il successo più grande arriva dal pubblico che ha apprezzato moltissimo sia l’esperienza sia le attività didattiche e laboratoriali che sono a numero chiuso e che sono quasi tutte sold out. Questo ci inorgoglisce ma ci dispiace anche un po’, perché le richieste continuano ad arrivare e purtroppo non potremo accoglierle tutte. Abbiamo in previsione dei laboratori, con Silvana Sperati dell’Associazione Bruno Munari, e dei workshop sul metodo montessoriano e anche lì i posti si stanno esaurendo. Però il 25 gennaio è previsto un convegno legato alla mostra e alle attività che la mostra porta con sé, ci stiamo lavorando proprio in questi giorni!

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Andrea Sòcrati, laureato in disciplina dell’arte della musica e dello spettacolo con indirizzo arti visive, è docente specializzato per il sostegno, presso il liceo artistico “Mannucci” di Ancona. Si occupa di accessibilità dell’arte e ai beni culturali collaborando dal 2002 con il Museo Tattile Statale Omero, di cui è responsabile dei progetti speciali per la didattica inclusiva, l’accessibilità e la formazione.

Prenotazioni laboratori di formazione: info@museoomero.it – Tel. 071.2811935
Prenotazioni laboratori per famiglie: didattica@museoomero.it – Cellulare e whatsapp 335 569 69 85
Maggiori informazioni: www.museoomero.it

Photo credits: Associazione Bruno Munari

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