[INTERVISTA] Mostra Toccare La Bellezza – Operatori Museo Tattile Statale Omero

[INTERVISTA] Mostra Toccare La Bellezza – Operatori Museo Tattile Statale Omero

La mostra Toccare La Bellezza Maria Montessori Bruno Munari, organizzata dal Museo Tattile Statale Omero e dal Comune di Ancona, in collaborazione con la Fondazione Chiaravalle Montessori e l’Associazione Bruno Munari, ha avuto come corollario dell’esposizione una serie di laboratori. Con questa intervista cerchiamo di conoscere meglio le operatrici del Museo che hanno seguito alcuni degli appuntamenti dedicati alle famiglie.

La mostra Toccare La Bellezza  ha un carattere interattivo. Durante il periodo di apertura, alla mostra sono state affiancate numerose attività pensate per i bambini ma anche per i professionisti, gli educatori e gli insegnanti. Quali sono stati gli argomenti trattati?
Il Dipartimento Educazione del Museo Omero ha curato le attività dedicate alle scuole e alle famiglie e ha proposto visite animate e laboratori che seguissero il filo conduttore della tattilità, dell’approccio plurisensoriale all’arte e dell’accessibilità. Per quanto riguarda il target docenti, educatori e genitori Silvana Sperati, presidentessa dell’ABM, e le formatrici della fondazione Montessori di Chiaravalle hanno proposto di volta in volta dei percorsi specifici su alcune tematiche sviluppate da Bruno Munari e Maria Montessori.

Il percorso creato e alimentato dall’esposizione dei materiali montessoriani e munariani è stato arricchito da vostri laboratori didattici sui temi della mostra. Questi momenti hanno dato a bambini e adulti la libertà di sperimentare e di esprimersi. Secondo il vostro approccio educativo perchè è importante il momento laboratoriale?
Il laboratorio permette ai partecipanti di rielaborare in maniera del tutto personale l’esperienza vissuta durante la visita, attraverso quel fare pratico a cui anche Bruno Munari e Maria Montessori davano grande importanza nel proprio metodo educativo. Il momento laboratoriale consente di  progettare ed esprimersi esercitando la propria creatività e manualità, sperimentando e giocando con forme e materiali diversi.

La mostra è riuscita a valorizzare l’apprendimento attraverso la tattilità. Come si è integrato il vostro approccio  al mondo montessoriano e quello munariano?
Il Museo Omero per la sua natura ha sempre utilizzato l’approccio tattile, nella convinzione che possa essere uno strumento per ampliare la conoscenza della realtà valido per tutti, vedenti e non vedenti. Sia Maria Montessori che Bruno Munari nel loro lavoro hanno dedicato ampio spazio alle potenzialità del senso del tatto, sostenendo l’importanza di educare i bambini a prestare attenzione agli stimoli che esso ci fornisce e progettando materiali e laboratori tramite i quali si potesse sviluppare questo senso. Il nostro modo di lavorare quindi è riuscito ad inserirsi con naturalezza su questa scia attraverso gli oggetti esposti e le tematiche che la mostra affronta.

Maggiori informazioni:
www.museoomero.it

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