La candidatura di Ancona e Parma capitale

La candidatura di Ancona e Parma capitale

Un secolo fa, a dicembre 2019, più di 40 città manifestarono l’interesse a candidarsi a Capitale italiana della cultura 2021. Pochi giorni dopo, l’11 gennaio 2020, Parma inaugurava il suo anno di Capitale 2020. A quell’anno, hanno lavorato centinaia di persone: direttori artistici, operatori, associazioni, artisti, tecnici, esperti, e via dicendo. Noi nel frattempo avevamo iniziato a lavorare al Dossier di Ancona 2021: una serie di tavoli di lavoro, un grande e partecipato incontro pubblico, la messa a disposizione di una Dispensa di lavoro per presentare progetti, gli incontri successivi, la costruzione dei contenuti. Ci credevamo, e ci crediamo ancora. Ma, mentre Parma avviava il suo anno della cultura e noi scrivevamo il nostro Dossier, accadeva l’impensato. Per meglio dire, non accadeva nulla di ciò che si pensava.

Il colpo ricevuto dal mondo della cultura è enorme. In questo specifico caso, il colpo per Parma è devastante. Non solo sul piano organizzativo ed economico, ma sul piano della passione e del desiderio di chi ha fatto tanto per portare a termine i progetti, e ora si trova catapultato nella preoccupazione per i propri cari. Naturalmente, come accaduto già in passato, la città non si è arresa, e ha immediatamente e orgogliosamente dichiarato la propria resistenza, e l’intenzione di ottenere dal Ministero lo slittamento del programma 2020 al 2021.

Sono fortunato e ho un terrazzo, nel mio appartamento. Da lì, comunico da giorni con molti colleghi: 14 colleghi di capoluogo regionali, per un dialogo il più serrato continuo con il Ministero prima dell’ultimo Decreto, con cui cerchiamo di tutelare (per quel che ci compete e che possiamo) il comparto culturale, che conta tanti lavoratori privi di protezione; ma anche colleghe e colleghi delle città candidate a Capitale, con cui ho condiviso la vicinanza a Parma, e l’intenzione di sostenerla. Non eravamo soli, alcune candidate esprimevano singolarmente, intanto, lo stesso pensiero scrivendo direttamente al Ministero. Così, abbiamo preparato una lettera, inviata dal Comune di Ancona a nome di Ancona, Bari, Cerveteri, Fano, L’Aquila, San Severo, Taranto, Verbania, Vigevano, e nella certezza che altre simili siano arrivate o stiano arrivando nelle mani del Ministro. La lettera è semplice: dice che siamo d’accordo con lo slittamento di Parma, e che chiediamo di essere valutate per il 2022, senza bisogno di un ulteriore bando, né di un’ulteriore proroga per la consegna dei Dossier. Sono convinto che la proposta di Parma sarà accolta, e mi piacerebbe che questa lettera, e la rete che ne è nata, siano viste come un grande abbraccio a tutta la cultura nazionale e internazionale che a Parma s’era data appuntamento. La cultura non può mai essere lontana dalla cura, così come ci dice l’etimologia della parola stessa, e sono grato alle persone che stanno collaborando con me e con l’assessorato alla candidatura, che hanno condiviso appieno questa impostazione, anzi l’hanno sposata e sostenuta. A loro, e a tutti coloro che ci hanno inviato progetti, restituisco l’abbraccio che l’assessore di Parma, Michele Guerra, ha inviato con una mail a noi colleghi.

Noi non ci fermiamo: ci siamo ripresi il nostro Dossier, dopo averlo consegnato il 2 marzo, e verificheremo la possibilità di cambiarlo/integrarlo, anche alla luce di un mondo che difficilmente sarà quello che conoscevamo quando abbiamo iniziato il lavoro di redazione del documento. Lo consegneremo di nuovo entro il 30 giugno.

Nel frattempo, disegniamo assieme a quanti vorranno la cultura del futuro nello spazio digitale della Mole, e cerchiamo di crederci tutti assieme, o stavolta non si va da nessuna parte per davvero.

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