La Mole e il talento giovanile – Paolo Marasca

La Mole e il talento giovanile – Paolo Marasca

Martedì 28 aprile il Consiglio Regionale ha votato a favore della proposta di legge sul Talento giovanile. La legge individua La Mole Vanvitelliana come luogo di elezione per lo sviluppo del talento giovanile, attraverso azioni culturali, sociali, artistiche, imprenditoriali, formative e quant’altro. La Legge affida, dunque, al capoluogo regionale il compito di permettere ai giovani di coltivare il proprio talento, in un luogo preciso, che ha specifiche caratteristiche e che, negli ultimi anni, si è rivelato particolarmente capace di fare ciò che gli si chiede.

Quando una ragazza o un ragazzo (o un ragazzo e una ragazza) entrano alla Mole, si eccitano. In uno spazio architettonico grande e spaesante come quello di un pentagono, che mette in difficoltà le persone più strutturate, la ragazza o il ragazzo (o entrambi, assieme) percepiscono la possibilità. La Mole è il grande vuoto che attira il loro talento. La Mole è la struttura in cui è quasi impossibile una segnaletica definitiva, è il luogo in cui si sa davvero dove si va solamente andando. È un monumento e una fabbrica, e mentre passi del tempo nelle sale a Est non sei del tutto certo che quelle ad Ovest non si stiano trasformando.

La Legge votata dal Consiglio Regionale qualche giorno fa sul talento giovanile, individua la Mole come epicentro delle politiche a sostegno dei nostri ragazzi e della loro creatività. Io credo che la prima ragione di questa scelta risieda proprio nell’architettura. Nella capacità del monumento di essere un luogo di possibilità. Si tratta di una Legge speciale, per Ancona e per La Mole, certo, ma anche perché riconosce la trasversalità della cultura, la sua capacità di incidere sul mondo della produzione, dell’impresa, del sociale, delle pari opportunità. In altri tempi, sarebbe al massimo arrivata una Legge per trasformare la Mole in un Museo tradizionale (se ne parlò a lungo anni fa) o in una Biblioteca (idem). Avrebbe avuto i capelli bianchi appena nata, questa cosa. E probabilmente sarebbe costata uno sproposito all’anno, come capita spesso ai Musei che nascono per ambizione più che per necessità, ancora, nel nostro territorio nazionale. Quella, sarebbe stata una Legge a favore di un’idea. Questa, è una Legge a favore di un processo. Quella, sarebbe stata una legge ideologica, che forse avrebbe prodotto un bel risultato, forse no. Questa, è una Legge che intercetta la rincorsa di un soggetto (La Mole) e individua nei suoi processi qualcosa di virtuoso. Di ciò, ringraziamo il Consiglio Regionale, e chi ha lavorato alla Legge, e chi la ha proposta. Manuela Bora e tutto il suo team, con un pensiero particolare per Jacopo Falà. Ma soprattutto il Sindaco, Valeria, che crede da sempre in questa visione. La legge, è una Legge coraggiosa e giusta. Una legge su qualcosa che esiste.

Perché quando una ragazza o un ragazzo (o i due, assieme) entrano alla Mole e iniziano ad attraversarla, sentono che lì possono accadere loro delle cose, e che loro possono farne accadere altre. È come se La Mole fosse un grande gigante in cammino e loro gli saltassero sulle spalle, dunque facendosi portare, ma anche suggerendo direzioni, soste, scarti, sguardi su paesaggi. La maniera in cui La Mole incanta i giovani non è la stessa in cui incanta gli adulti. Gli adulti un po’ se la prendono, con il fluttuare del pentagono. Un po’ sono scocciati, per questa mancanza di parallele e perpendicolari. Gli adulti, si sa, cercano sempre di imbrigliare un po’. Chi più chi meno. Chi consapevolmente, chi senza volerlo. Per guidare, o anche solamente per proteggere. E questo è giusto. Va fatto. Ma allo stesso modo va creata la possibilità, va creato il vuoto in cui la ragazza o il ragazzo possono coltivare il proprio talento, che non significa “competenza” ma talento e basta.
Per questo, non esiste un luogo migliore della Mole per una Legge che vuole davvero sviluppare il talento dei giovani della Regione. Non esiste, a dire il vero, un luogo migliore di Ancona, una città in cui La Mole unisce il mare, la tecnica, la scienza, la letteratura e l’arte, lo spettacolo, la vita in comune, la piazza, la sosta e il movimento, la bellezza, la memoria. Una città di mare. Un capoluogo che si mette a servizio, e non pretende.
Questa Legge intercetta un cammino iniziato molti anni fa, ma che ha assunto una direzione precisa solo nel 2014, quando si è decisa una strategia volta a trasformare la Mole in un sistema culturale complesso, senza paura, con ambizione, con coraggio, con la ferma intenzione di farne un polo nazionale e internazionale nel tempo. Senza accontentarsi di trattarlo come uno spazio per eventi, come contenitore per cose differenti, spesso troppo differenti. Molti hanno contribuito ad arrivare sino a qui, e La Mole ha resistito anche alle persone che volevano il contrario, che la costringevano ad accontentarsi. Va dato merito a chi recentemente ha impresso un’accelerazione fortissima, e a un Sindaco che ha sostenuto sempre e comunque questa linea, dimostrando di capire meglio di tanti addetti ai lavori la forza reale dell’azione culturale. Da parte mia, ricordo mille episodi che portano a questa Legge, dalle proiezioni nella Corte semidistrutta degli anni Novanta, all’abbandono successivo, alle persone tenaci che hanno tenuto in piedi il Lazzaretto, fino al giorno in cui chiesi al Sindaco di fidarsi, che alla Mole non bastava la città. Ma soprattutto, ricorderò sempre quando, un mese fa, in piena pandemia, tre ragazzi meno che ventenni hanno chiesto di esprimersi all’interno della Mole, anche se La Mole era già chiusa. Loro sapevano che la possibilità va oltre la realtà, e La Mole ha risposto, infatti, sì.
Oggi, quando una ragazza o un ragazzo (o una ragazza e un ragazzo) entreranno alla Mole, si ecciteranno, sentiranno la possibilità e, grazie anche a una Legge, la possibilità avrà qualche chanche in più di trasformarsi nella realtà di domani. Grazie a loro, e alle decine di persone che credono che la cultura serva a qualcosa di più, che far divertire le persone.

Paolo Marasca
Assessore alla cultura e alle politiche giovanili di Ancona

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