Il progetto nasce nel gennaio 2017 come esperimento narrativo, artistico e di inclusione sociale da un’idea del fotografo Stefano Corso, all’interno dell’Associazione Baobab Experience. L’idea base del progetto è quella di raccontare situazioni cittadine, per noi familiari, con gli occhi dei migranti. Questi nuovi cittadini, da poco arrivati nella nostra città, devono confrontarsi non solo con le difficoltà di inclusione e accettazione della nostra società, ma anche con le differenze culturali e di vita che molto spesso rendono difficile la comprensione reciproca tra mondi apparentemente distanti. Mostrare la nostra quotidianità con i loro occhi ci consente quindi di accorciare le distanze costruendo dei ponti culturali prima inesistenti.

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Il percorso esplorativo di Ancona si è sviluppato nell'autunno/inverno 2019 per concludersi con una mostra allestita alla Mole tra il 27/12/2019 e il 06/01/2020. Abbiamo creato un'occasione di socialità preziosa un attimo prima che una pandemia mondiale sconvolgesse le nostre vite e le loro. Tuttavia, la quarantena ci ha anche consentito di vedere criticamente la nostra quotidianità, la nostra apparente normalità. Ora che si tratta di ricostruire un tessuto economico e sociale, siamo ancora più convinti della necessità di costruire percorsi che consentano di ampliare lo sguardo e costruire fiducia reciproca.