L'inizio di questa avventura è stata una visita casuale ad una mostra delle opere di Edward Hopper, pittore americano del '900. Da quelle opere si intuiva una prerogativa dell'artista fino a quel momento per noi sconosciuto: la sua tendenza a giocare con la luce e con le ombre. In certe opere sembrava proprio di vedere l'immagine scattata da un apparecchio fotografico. Da quel primo incontro con Edward Hopper nasce l'idea di un lavoro di ricerca sull'utilizzo delle luci e delle tecniche di ripresa fotografica per dare vita ad immagini che consentissero poi all'osservatore di calarsi nelle atmosfere Hopperiane. A tale scopo, gli scatti realizzati in un set fotografico opportunamente realizzato, sono stati sottoposti anche a tecniche di post-produzione avanzate proprio per avvicinare l'immagine fotografica ottenuta alla tecnica pittorica di Hopper. L'intento è stato quello di mettere l'osservatore su una linea di confine fra fotografia e pittura, tale da porsi la domanda: Sto osservando uno scatto fotografico o un quadro ?. Un lavoro comunque guidato sempre dall'obiettivo di non copiare l'opera quanto piuttosto di riprodurre l'atmosfera creata da Hopper nelle sue opere. Link al progetto: www.scattoflessibile.org/sulle-tracce-di-hopper Progetto di Gianni Plescia. Autori: Aldo Moglie, Andrea Pierantoni, Edoardo Pisani, Elisabetta Aquilanti, Giovanni De Matteis, Gianni Piangerelli, Giovanni Figuretti, Lara Grassi, Massimo Tamberi, Roberto Bontempi, Tiziana Torcoletti, Ugo Marinelli.