L’ascolto della natura ci sembra oggi più evidente solo perché forzatamente il silenzio avvolge le città. Gemme, profumi, colori, luci, segni, pensieri, riflessioni, melodie lontane, tracce vicine, tutto sembra avere un nuovo valore, come di una presenza più forte. Forse ciò avviene semplicemente perché noi stessi abbiamo tempo per dedicare attenzione, per degustare le sfumature, per lasciarsi andare ai colori di un cielo nuovo, mai visto. Massimiliano Orlandoni invece vive costantemente in questa condizione, un artista che lavora ascoltando la natura, ne osserva da vicino le trame, si lascia emozionare dalle forme sinuose che il tempo ha modellato. E allora un segno, un punto, una superficie convergono tutte verso la coerenza di un linguaggio, di un concetto.

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TRACCE è un documentario intimo e poetico nel suo processo creativo dove luoghi, progetti e sessioni di lavoro, si fondono alle parole dei suoi diari che diventano voce narrante e segno esistenziale, un codice personale al quale attingere per indagare la bellezza della natura e fermare la fugacità dello sguardo.

TRACCE ci conduce, attraverso i suoi appunti e la sua opera, a perseguire idealmente la metafora del cerchio come ricerca di perfezione, una perfezione verso cui ogni esistenza umana, pur nella sua precarietà, dovrebbe mirare e con tenacia riuscire a tracciarla, trasformando lo smarrimento in forza creativa e positività.

TRACCE - Documentario - Italia Regia di Guido Bandini Testi di Massimiliano Orlandoni Voce di Andrea Anconetani Musiche di Isacco Favazza Produzione Vivaimago Sottotitoli Inglese di Charlot Cassar

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Massimiliano Orlandoni usa pittura, fotografia, scultura, scenografia per tracciare un percorso codificato, riconoscibile ed identificabile. Una carriera iniziata negli anni novanta con la camera oscura e con lavori pubblicati sia in libri che riviste autorevoli. Ha tenuto mostre oltre che in Italia anche in altri paesi quali Spagna, Austria, Slovacchia, Francia, Giappone. Nel 2000 inizia l’interazione materica sulla stessa trama fotografica. Espone al Palazzo Querini Dubois a Venezia, al Palazzo della Triennale a Milano, al Museo d’Arte Contemporanea di Zilina in Slovacchia. Nel frattempo, anche la scultura si incunea nel suo poliedrico mondo. Committenze pubbliche e private lo incaricano di realizzare rotatorie, piazze e giardini dove colloca progetti dalla forte identità e dalla singolare cifra stilistica.

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