Raccontare questo periodo incredibilmente inaspettato, grave e sospeso, non risulta sempre facile, non senza ricadere in qualche luogo comune. A volte la narrazione messa in atto dall'arte e dagli artisti può cogliere aspetti magari marginali ma profondamente inscritti nella vita di tutti noi.
Con Cinematica ci siamo voluti far carico di traghettare, a modo nostro, il pubblico e i nostri follower verso l'uscita da questo tunnel in cui ci siamo infilati dall'inizio dell' emergenza sanitaria, anche se siamo stati colpiti in prima persona dal blocco delle attività di spettacolo.
Abbiamo cominciato per dare degli input agli spettatori che attendevano il programma dei Cinematica e che non sarebbe stato pubblicato perché il giorno prima della conferenza stampa di lancio abbiamo dovuto annullare il festival.
Abbiamo colto quello che stava accadendo, come la creatività si stava comunque affacciando all'interno degli spazi abitativi, nell'intimità delle proprie cose. Agevolare e dare una continuità a questa creatività sotterranea è stato il nostro compito, il nostro contributo a questo difficilissimo periodo.
Il contest #smallcontest x #smalldances si è rivolto ai dance makers, ma anche alla persone comuni, non abbiamo dato un limite in questo senso, pensando che la creatività poteva arrivare da più parti e che l'arte è per tutti un potente strumento di guarigione. Il linguaggio delle immagini in movimento ci contraddistingue come festival ma ed è anche quello che più facilmente potevamo mettere in atto, nella limitazione di spazi in cui ci trovavamo e con i mezzi tecnologici che ognuno aveva a disposizione. In questa trasversalità di mezzi e intenti, tutti possono far parte di una narrazione collettiva che ci descrive come comunità in questo specifico momento storico.
Abbiamo dato dei compiti, temi su cui esercitarsi, vedevamo infatti che il linguaggio e i contesti delle proposte in atto erano spesso confusi, piccoli gli ambienti ma anche troppa la scelta di come indirizzare la proprio comunicazione. Oggetti semplici come la sedia o un tappeto, un elemento come la luce o l'acqua che è presente nelle nostre case anche se sono elementi universali, massima libertà di espressione sia nel contenuto che nel contenitore.
In queste due ultime settimane abbiamo voluto accompagnare la transizione verso l'uscita dal lockdown, che è ancor lenta per quanto improvvisa sia la voglia di uscire e riprendere le nostre mansioni. Permane ancora la paura, la diffidenza, il senso di responsabilità.
Per questa ultima settimana il tema è CLOSE/OPEN the DOOR, volendo suggerire con questo un gesto simbolico e apotropaico di appartenenza al fuori o al dentro.
Crediamo che questo ultimo gesto sia un modo per sancire la fine di questa emergenza, un modo semplice e leggero per dire qualcosa di più profondo. Da qui tutto cambierà e allora rivedere questi gesti (e tutti gli altri raccolti) sarà parte di un percorso di riflessione sull'emergenza passata che contribuiremo a creare, sia con il nostro festival che con le nostre pratiche artistiche.
Da qui Cinematica torna all'esterno, torna a dialogare con il pubblico, la città e le comunità, nelle prossime settimane annunceremo i prossimi appuntamenti e in che forma il progetto #smalldances verrà reso visibile in toto.
Ci piace anche ricordare che la Small Dance è anche il nome di una pratica propria alla tecnica della Contact Improvisation e che è una danza interna, un'osservazione dei propri moti interni nella posizione verticale, nell' immobilità apparente del corpo.
Ecco, in questo periodi di apparente immobilità tutto si è mosso dentro di noi, Cinematica c'era e a suo modo lo ha documentato.

Simona Lisi

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